Dopo aver assistito increduli al fallimento del referendum scozzese, e in attesa di quello spagnolo per la Catalogna, gli altri territori che puntavano alla secessione cercano di fare tesoro degli errori dei cugini e propongono nuove tecniche di distacco.
Ma tra le varie ricette quella corso-sarda, o sardo-corsa, è la più avvincente. Le due regioni, una italiana e l’altra francese, hanno infatti deciso di percorrere insieme la strada dell’autonomia. “Non più soli, ma lune di se stessi” questo lo slogan con cui Sardegna e Corsica si presenteranno al doppio referendum in programma per la prossima primavera.
Il progetto prevede che la Sardegna e la Corsica ottengano (primo referendum) la secessione dal relativo stato sovrano, divenendo a tutti gli effetti indipendenti. Successivamente un nuovo (secondo) referendum farà scegliere ai sardi e ai corsi di annettere l’altra isola alla propria. La Sardegna annetterà la Corsica e la Corsica la Sardegna, in un’annessione incrociata effettuata alla pari lo stesso giorno alla stessa ora e dallo stesso notaio, per evitare fregature.
Non è ancora chiaro quale sarà la lingua ufficiale, probabilmente il proto-sardo, lingua comune ai due territori, ma è certa la denominazione della nuova nazione: “Nuova Atlantide“. La nazione avrà due sole regioni: Corsica e Sardegna. Nessuna provincia mangia soldi ma feudi a gestire le territorialità locali, con ampi poteri e rendicontazione trimestrale al governo centrale.
