Adamante Schiavato, imprenditore edile abusivo della bassa siracusana, era uscito con la moglie sabato pomeriggio alle 14 per accompagnarla al centro commerciale Le Paturnie per acquistare un paio di scarpe col tacco nuove. “Compro solo quelle, mezz’ora non di più” questa la promessa della moglie Lingua Lunga, che dopo sei ore circa aveva acquistato delle ciabatte, un set di lenzuola, dei pennarelli nuovi per i bambini, un caravan ma non le scarpe perché dei 12500 modelli presenti nei sei negozi di scarpe del centro commerciale nessuno le garbava.
Tornati a casa verso le 21 l’Adamante si accorgeva di non avere le chiavi, probabilmente perse durante il suo tentativo di suicidio alla quarta ora di shopping. Chiedeva quindi alla moglie il suo mazzo che gli rispondeva “guarda in borsa, sono lì sopra sopra“. Dopo 30 minuti di ricerca l’Adamante andava in escandescenze prendendo a calci la borsa e iniziando a rovesciarne il contenuto sull’asfalto.
Da qual buco nero sono uscite nell’ordine: delle babbuccette da bambino piccolo del 1982 anno in cui era nato il primogenito Rocco, un cd di Gigi d’Alessio, un cartonato da un metro e ottanta di DJ Francesco, una borsa termica contenente 5 etti di tritato magro e 6 activia, 3 confezioni di acqua Uliveto, il libro di Cracco, una console sega master system II, un nastro super8 dell’omicidio di Kennedy e infine una tela.
Bestemmiando come un turco, avendo svuotato solo metà borsa, alle 22e30 Adamante si arrendeva. Piloro Sbarbi, un passante che aveva visto tutto, attratto dalla tela, riconosceva subito l’autoritratto al buio del Picasso, tela andata perduta decenni orsono, e l’acquistava per 5 euro e un piede di porco da Adamante che finalmente riusciva ad entrare in casa.
Piloro Sbarbi adesso ha venduto il quadro per 10 milioni di euro e si sta godendo un giro del mondo, mentre sembra che la signora Lingua Lunga abbia subito un piccolo incidente domestico che le costerà circa sei mesi di riabilitazione ospedaliera.
