
Te l’avevo detto di non usare Windows 7 per caricare Autocad. Guarda, è andato in crash mentre stampavo il progetto.
Il governo Renzi ha studiato un piano infallibile per aumentare la produttività degli italiani senza pesare sul bilancio dello Stato e salvaguardare così i posti pubblici per parenti, amici, conoscenti e persone a cui si devono favori.
Il piano prevede l’abolizione del fine settimana, nelle giornate di sabato e domenica, con la duplicazione delle giornate di venerdì e lunedì e trasformare la settimana in questa nuova formazione: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, venerdì, lunedì. Infatti “il fine settimana l’è il momentho in cui l’ithaliano produce meno, maremma buccaiola. Aboliamolo e salviamo il PIL!” dice Renzi.
Arrivano comunque rassicurazioni sull’orario di lavoro, che resterà distribuito sulla settimana dal lunedì al venerdì, duplicati compresi. Intanto i sindacati, non convinti di questa impostazione, hanno chiesto un incontro con Renzi per discutere la questione. Lui non si è tirato indietro e tramite il portavoce Sansovino Puericalli ha comunicato pubblicamente che “Data l’enorme mole di lavoro attuale, maremma prataiola, potremmo vederci con i sindacati subito dopo l’approvazione e l’entrata in vigore della legge. Un sabato o una domenica andranno benissimo“.
I sindacati sono scettici, soprattutto sul punto che prevede la retroattività, per cui da cinque anni a questa parte tutte le giornate di assenza nell’ex fine settimana saranno automaticamente trasformati in ferie e permessi, tagliando così anche i costi per le aziende che non dovranno più pagare il pregresso accumulato negli anni.