I Carabinieri di Laggiù, dopo mesi di pedinamenti e accurate indagini, hanno scoperto proprio a Laggiù un deposito di armi e munizioni da guerra come mai era stato scoperto prima.
Nei locali sono stati trovati, ordinati su scaffali e rastrelliere, fucili automatici e semi automatici, pistole, munizioni leggere parabellum, munizioni pesanti parabellum, bombe a mano, baionette e pezzi di ricambio per le armi. Il ritrovamento ha destato grande scalpore nel laggiunese.
Il comandante della tenenza di Laggiù si tronfia del successo: “Avevano nascosto il deposito chiamandolo ‘Polveriera’, ma noi non siamo scemi come dicono e abbiamo scoperto che non c’era polvere in quei locali. Inoltre era tutto recintato con filo spinato e cartelli ‘Zona militare limite invalicabile’, per tenere lontani i curiosi“.
Secondo indiscrezioni, venute fuori dalla conferenza stampa, pare che gli indagati siano circa duecento: persone che maneggiavano armi, persone che custodivano e facevano manutenzione, e i comandanti dell’organizzazione criminale che si nascondeva dietro il nome di “Caserma dell’Esercito, ottavo reggimento corazzato“.
Il capo di Stato Maggiore ha cercato di chiarire l’equivoco: “Sappiamo della presenza di quel deposito, è la polveriera della caserma. Sono militari, è una caserma dell’esercito, è tutto regolare“, ma è stato indagato anche lui per favoreggiamento e occultamento di prove.
