
Amore, vado a pulire il tuo bagno.
Circola in questi giorni, nei giornali e nei siti di annunci di lavoro italiani, l’offerta per un impiego alle dipendenze dell’ISIS. Gli annunci promettono posti sicuri per diverse posizioni, tutte riconducibili alla mansione generale di “combattente”. Le specializzazioni sono però varie.
La ricerca è infatti indirizzata a kamikaze, combattenti semplici, infiltrati, vignettisti, esperti informatici, concubine e tagliagole. Una ricerca specifica è invece indirizzata a creativi nel campo della tortura e dell’uccisione spettacolare.
Il Ministro del lavoro, in coerenza con il Ministro degli esteri e quello delle pari opportunità, ha nominato una squadra di esperti per rispondere alle critiche in merito alla mancata oscurazione degli annunci. Giandomenico Parente, parente di quasi tutti i ministri e portavoce unico e univoco, ha dichiarato: “Non ci sono gli estremi per la censura degli annunci. Prima di tutto perché assumono tutti, seconda di tutto perché garantiscono vitto e alloggio, terza di tutto perché sono annunci rivolti a entrambi i sessi, come da normativa italiana“.
Il mondo del lavoro si domanda a questo punto se non sia arrivata l’era del “lavoro per tutti”, e risponde lo stesso Parente: “L’unico problema è che bisogna lavorare all’estero, ma le tasse si pagheranno in Italia. Inoltre, per alcune figure professionali, è possibile lavorare in Italia. Abbiamo contattato l’ISIS per chiedere chiarimenti e ci hanno confermato che i kamikaze lavoreranno nelle grandi città italiane, da Milano a Roma, ma anche Napoli, Palermo, Torino e Castrovillari. Qualche dubbio in merito al Molise, di cui il capo del personale dell’ISIS dice di non sapere niente“.