“Gli immigrati pagati con i nostri soldi”, parte maxi verifica fiscale

da | Giu 20, 2018 | Complotti, Consumatori, Fisco, Economia, Finanza, Giustizia, Social Network, Soldi | 0 commenti

scie piddì

Scie chimiche e PD: cosa c’è dietro? Il cielo.

Le voci si rincorrono da tempo, ma a quanto pare adesso si fa sul serio. Basta giocare a nascondino, la Guardia di Finanza ha programmato una maxi verifica fiscale sui conti di molti italiani. Il motivo? Una frase che spopola su Facebook: “Gli immigrati pagati con i nostri soldi”, et similia.

Gennaro Capomastro, nome in codice di Jhohnh Therunner Goback, capo operativo segretissimo della Guardia di Finanza, ci svela: “Molte affermazioni in questo senso hanno fatto scattare l’allarme. Ma vogliamo vedere se i soldi che secondo loro usiamo per dare iPhone e 35 euro al giorno ai migranti sono davvero di chi usa queste frasi oppure no. In pratica vogliamo vedere se e quante tasse pagano“.

L’idea è quella di consentire l’utilizzo di questa frase (anche in altri contesti) solo a chi effettivamente paga le tasse e le paga fino all’ultimo centesimo. Specifica infatti Capomastro (nome in codice, lo ricordiamo): “Se paga le tasse senza evadere un solo centesimo, il contribuente potrà lamentarsi di un uso sbagliato del suo denaro, in caso contrario riceverà una multa di 80 euro per ogni volta che ha usato questa espressione“.

In ogni caso è stato smentito, per l’ennesima volta, che agli immigrati vengano dati telefono e 35 euro al giorno. Abbiamo infine chiesto al Capomastro come hanno stabilito la cifra della sanzione. Questa la sua risposta: “È la somma dei 35 euro in contanti che vengono dati agli immigrati più 45 euro di ricarica telefonica al giorno“. Occhei.